Proteggere il patrimonio familiare, programmare il passaggio generazionale, tutelare figli minori o persone
con disabilità grave, garantire continuità nella gestione dell'impresa: sono alcuni degli obiettivi che possono
essere perseguiti attraverso il trust, uno strumento sempre più utilizzato nella pianificazione patrimoniale.
Il quadro normativo si è recentemente consolidato. La Cassazione (sent. n. 18809/2026) ha confermato la
compatibilità tra trust familiare e fondo patrimoniale, mentre il D.Lgs. n. 139/2024 ha riordinato la
disciplina fiscale dei trust ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni.
Cos'è il trust?
È uno strumento con cui il disponente trasferisce beni a un trustee, che li amministra nell'interesse di uno o
più beneficiari o per uno specifico scopo. I beni conferiti costituiscono un patrimonio separato.
Quando può essere utile?
✔️ passaggio generazionale dell'impresa o del patrimonio;
✔️ tutela di figli minori o familiari vulnerabili;
✔️ gestione di partecipazioni societarie;
✔️ pianificazione successoria;
✔️ protezione di persone con disabilità grave, anche nell'ambito della disciplina del "Dopo di noi", che
riconosce specifiche agevolazioni fiscali.
Le principali novità fiscali
il trust è ora espressamente disciplinato ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni;
come regola generale, l'imposta si applica al trasferimento dei beni ai beneficiari;
resta possibile optare, in determinati casi, per la tassazione anticipata al momento del conferimento dei
beni.
⚠️ Il trust deve essere effettivo: se il disponente mantiene il controllo dei beni o limita l'autonomia del
trustee, può essere qualificato come trust interposto, con conseguenze fiscali.
Un trust correttamente strutturato rappresenta uno strumento di pianificazione patrimoniale utile per
tutelare patrimonio, famiglia e continuità dell'impresa.

